Una settimana per rallentare
Quando sono arrivato a Monguelfo non sapevo esattamente cosa aspettarmi da questa esperienza. Come ogni volta che ci si trova in un ambiente nuovo, i primi momenti sono stati soprattutto di adattamento: nuove persone, nuovi ritmi e una quotidianità diversa da quella a cui siamo abituati. Ci siamo però messi subito in gioco con disponibilità e buona volontà.

Il nostro servizio consisteva principalmente nell’aiutare nella casa: preparare e servire in tavola, dare una mano in cucina, riordinare e occuparci delle pulizie. Sono attività semplici e quotidiane, ma proprio per questo mi hanno fatto apprezzare il valore della collaborazione e del dedicare concretamente un po’ del proprio tempo agli altri.
Naturalmente non sono mancati i momenti più leggeri. Già il primo giorno, durante una camminata insieme, siamo stati sorpresi da un bell’acquazzone: possiamo dire che la montagna abbia voluto darci subito il suo personale benvenuto! Da lì sono iniziate tante altre passeggiate e occasioni per conoscere meglio sia le persone con cui condividevo questa settimana sia i bellissimi luoghi che ci circondavano.
Uno dei ricordi più belli rimarrà sicuramente la sveglia all’alba per raggiungere il lago di

Braies alle sei del mattino. Alzarsi così presto non è stato semplicissimo, ma ne è valsa completamente la pena. Vedere il lago quasi vuoto, immerso nella tranquillità delle prime ore del giorno, è stato qualcosa di speciale. È uno di quei momenti in cui basta fermarsi un attimo per rendersi conto della bellezza di ciò che si ha davanti.
Forse, però, sono stati proprio i momenti più semplici e inaspettati a farmi capire quanto fossi contento di essere lì. Durante una delle varie camminate, nella tranquillità del bosco, ho avuto la fortuna di vedere alcuni caprioli. Può sembrare una cosa piccola, ma in quel momento, circondato solamente dal silenzio e dalla natura, ho pensato a quanto fosse bello poter vivere un’esperienza del genere.
Le giornate erano poi scandite anche da alcuni momenti di riflessione. Nel nostro stesso periodo erano presenti tre sacerdoti e ogni sera partecipavo alla Messa, svolgendo anche il servizio di lettore. Ho apprezzato particolarmente le loro prediche: riflessioni semplici ma profonde, capaci di lasciare qualcosa e di offrire ogni volta uno spunto su cui fermarsi a pensare. Anche questo appuntamento quotidiano è diventato, con il passare dei giorni, una parte importante dell’esperienza e di quel clima di tranquillità che ho trovato durante la settimana.

Durante tutta la settimana ho trovato persone accoglienti, disponibili e gentili. Dalle missionarie alle altre persone con cui ho condiviso il servizio, si è creato un clima molto bello, nel quale era facile sentirsi parte del gruppo e stare bene insieme.
La cosa che però mi ha colpito maggiormente è stata la sensazione che lì il tempo rallentasse. Non perché mancassero il lavoro o gli impegni, anzi: c’erano sempre cose da fare e persone a cui dare una mano. Eppure rimaneva il tempo per una passeggiata, per parlare, per riflettere o semplicemente per stare un po’ in pace. Nella vita di tutti i giorni siamo spesso abituati a correre da un impegno all’altro; a Monguelfo e nei dintorni, invece, ho riscoperto per qualche giorno un ritmo più semplice e tranquillo.
Proprio per questo, quando è arrivato il momento di partire, mi è dispiaciuto molto andare via. In appena una settimana luoghi, persone e abitudini che all’inizio erano completamente nuovi erano diventati familiari. Sono tornato a casa con tanti bei ricordi, ma anche con la sensazione di aver lasciato una piccola parte di me lì.

Questa esperienza mi ha fatto capire quanto possa essere importante, ogni tanto, cambiare ritmo, uscire dalla propria quotidianità e dedicare tempo agli altri. Mi porto a casa la semplicità di quei giorni, le persone incontrate, i momenti di servizio, le passeggiate, le riflessioni e quella tranquillità che spesso nella vita di tutti i giorni facciamo fatica a trovare. È stata una settimana breve, ma abbastanza intensa da lasciarmi qualcosa che credo porterò con me ancora per molto tempo.
Luca


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